L’Istat in un recente report ha evidenziato che nel 2020 la pandemia ha avuto un effetto peggiorativo sulle condizioni economiche delle famiglie. La povertà assoluta, cioè di quelle famiglie e persone che non possono permettersi di fruire dei beni e servizi essenziali per condurre un’esistenza dignitosa, ha coinvolto “oltre cinque milioni e seicentomila individui, vale a dire il 9,4 per cento delle persone residenti in Italia, mentre nell’anno precedente la quota era pari al 7,7 per cento” e che le tipologie più coinvolte sono “le famiglie più numerose, quelle con più figli minori, le famiglie di stranieri o con almeno un componente straniero, le famiglie che pagano un affitto e – in misura minore – chi ha un mutuo da pagare.” I volontari e le volontarie di Betesda nel 2020 hanno assistito numerosi nuclei familiari con minori, ed hanno potuto constatare, recandosi personalmente presso le loro abitazioni, il degrado ambientale in cui essi vivono e la deprivazione di beni essenziali.
I bambini spesso non hanno abiti adatti, le abitazioni sono fatiscenti e con spazi inadeguati (senza sbocchi esterni, umidi, sporchi, con presenza di muffe, talvolta non si possono lavare né stendere i panni, perché c’è chi vive persino in locali garage). I volontari e le volontarie hanno anche curato le relazioni interpersonali con le famiglie in difficoltà, cercando di stabilire con loro un rapporto di amicizia e dare loro un messaggio speranza, al fine di arginare il senso di abbandono e di solitudine che talvolta provano, soprattutto coloro che vivono anche condizioni di malattia, handicap o totale assenza e speranza di accedere al mondo del lavoro.
Noi crediamo nella solidarietà, crediamo nei piccoli gesti accompagnati da un sentimento di amore, altruismo e condivisione per fare la differenza nella vita delle persone e delle famiglie in difficoltà. Crediamo nei piccoli gesti, perché i piccoli gesti di molti possono fare la differenza, perché Dio moltiplica i nostri gesti di solidarietà!